La storia ci tramanda che negli ultimi 4.000 anni più di 200 colate laviche si sono susseguite dai vari crateri dell’Etna dando origini spesso a leggende e devozioni religiose come nel caso della Madonna della Vena a Piedimonte Etneo che salva il piccolo borgo alle pendici dell’Etna o come la cinquecentesca tavola del pittore messinese Girolamo Alibrandi, posta sulla porta interna dell’ingresso della basilica di Santa Maria Assunta a Randazzo e che in una allegoria di forte impatto emotivo devozionale : il latte che fuoriesce dalle mammelle della Madonna del Gala spegne il fuoco ardente della lava e salva la città di Randazzo .
Ma possiamo affermare sicuramente che l’attività eruttiva dell’Etna è molto più antica rispetto agli ultimi 4.000 anni di cui abbiamo traccia storica degli eventi più importanti. Se solo pensiamo che le famose
Gole Alcantara
con la loro struttura a “canne d’organo”, meta ai nostri giorni di centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutte le parti del mondo, traggono origini da una colata lavica antica circa 30.000 anni, ci accorgiamo che come abbiamo detto la storia di queste colate e molto più antica e quindi da un contesto tradizionale religioso devozionale passiamo ad un contesto leggendario.
Più vicino ai nostri giorni solo per citare qualche caso storico ricordiamo la colata del 42 A. C. , durante la guerra civile fra Ottaviano e Sesto Pompeo avvenuta nella rada di Naxos e nella Valle Alcantara e di cui a tal proposito l’Abate Vito Amico ci narra: che la “divisitata lava dovette essere vomitata dall’alto Cratere”, ma che le ceneri e i lapilli giunsero fino alla pianura di Mojo Alcantara dove colsero di sorpresa i soldati del Generale Lucio Cornificio che stavano incamminandosi verso il porto di Milazzo per mettersi sotto la protezione della flotta dell’ammiraglio Agrippa.
Come non ricordare poi la colata del 253 d.C. quando dopo il martirio della giovane Agata, sotto Trajano Decio, la vergine cristiana di nobile estrazione sociale conobbe l’ingrata sorte nella città di Catania, per ordine di Quinziano Pretore della Sicilia, ma il suo corpo mortale ed altre reliquie ad Ella appartenute buttate sul fronte ardente della lava ne arrestarono miracolosamente il cammino. Scrive a tal proposito il Recupero : “ et ipsa hora stetit ignis divisus”, cioè, subito la colata si divise e si arrestò.
Più vicino ai nostri giorni ci narra il Fazello: “ L’anno di nostra salute 1444, di bel nuovo la terribile eruzione di fuoco dell’Etna preso avendo ver Catania il cammino, Pier Geremia uomo di singolare carità fornito col clero e col popolo recò solennemente il velo della B. vergine Agata a ricontro ed in opposizione agl’incendi, i quali come rispettandolo volsero altrove il cammino”.
Ma poi come non ricordare ancora la colata del 1669, dice a tal proposito il Canonico Alessi “ fra tutte le eruzioni dell’Etna quella che ebbe maggior risonanza fu al certo quella del 1669. Ed in verità, la sua estensione, la durata, i danni arrecati a tante borgate ed alla stessa città di Catania”.
Valenti storici testimoni del passato hanno lasciato il racconto di questa colata dal Mancini al Magrì, dal Monaco al Massa, dal Murabito al Gravagno, solo per citare qualche nome, ma potremmo continuare.
anche nei secoli XVIII, XIX, XX e nel XXI non sono mancate eruzioni da parte dell’Etna, anzi dobbiamo dire che oggi l’attività effusiva del vulcano più alto d’Europa oltre ad essere monitorata è uno spettacolo naturale che attrae milioni di turisti provenienti da tutte le parti del mondo diventando una cassa di attrazione turistica.
COMPOSIZIONE E CROMATURA DEL BASALTO
I fenomeni eruttivi sono spesso simili ed iniziano con fasi stromboliane e lanci di brandelli di lava appena oltre il bordo del cratere interessato. Quando poi il livello di magma si alza all’interno del condotto e le bolle gassose aumentano di volume, il cratere incomincia a riempirsi di lava allora i pezzi di lava scagliati dalle esplosioni delle bolle gassose diventano sempre più grandi e le esplosioni si susseguono rapide fino a diventare continue formando fontane di lava alte fino a 500 metri che nelle limpide notti d’estate sono visibili anche da Taormina. II trabocco della lava dal cratere che origina la colata inizia spesso in concomitanza delle esplosioni con ondate di fluido incandescente che man mano scendono lungo il pendio del cratere cancellando ogni forma di vita e qualsiasi opera fatta dalla mano dell’uomo.
Spesso in concomitanza della colata si vede una colonna di fumo formata da vapore, ceneri e lapilli, alta anche più di 2 chilometri che il vento porta a spasso per buona parte della Sicilia orientale e Calabria.
Queste colonne sono anche chiamate “colonne pliniane”, tale nomenclatura deriva dal fatto che nel 79 d. C. Plinio il Giovane descrivendo l’eruzione del Vesuvio ne appuntò la descrizione.
La colata che avanza non conosce ostacoli non riconosce le fatiche che sono state necessarie per urbanizzare campagne, paesi e città. La gente piange davanti alla cancellazione del proprio vigneto, del proprio uliveto, del proprio orto o della propria casa, ma il vulcano è un mostro inanimato che sconosce le emozioni, i sentimenti e le tribolazioni della gente.
Nel procedere del vulcano non ci sono sconti né per i buoni e né per i cattivi, né per i ricci e né per i poveri; è impossibile raccomandarsi con politici e faccendieri di palazzo e allora non resta che devotarsi a Dio, alla Madonna e ai santi, che spesso, come abbiamo visto sono intervenuti, per lenire il destino amaro dell’opera del vulcano.
Tuttavia anche davanti a tanta distruzione non possiamo pensare che l’opera ingrata della natura rimane per sempre, ma come sta scritto nella legge della conservazione della massa formulata da Lavoisier :” nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
Così dopo lunghi anni di silenzio sul manto roccioso delle colate incominciano a spuntare fiori e piante erbacee, poi man mano cespugli e alberi; la rude roccia pian piano concede il suo manto alla nascita di una nuova natura, mentre in basso continuano a dormire gli strati più profondi che aspettano la mano di scalpellini e minatori per tagliare la dura roccia e farne manufatti e composizione di conglomerati vari.
In fondo gli strati di una colata sono come un albero che ha le foglie, i rami, il tronco e le radici. La parte aerea delle foglie nella colata è rappresentata da ceneri e lapilli a dalla schiuma della lava la cosiddetta pomice, la quale è l’unica pietra che riesce a galleggiare nell’acqua; poi abbiamo i rami che sono rappresentati dai primi strati superficiali fuori terra; dopo abbiamo il tronco rappresentato dai primi strati che sono sotto terra ed infine abbiamo le radici che sono gli strati di profondità conosciuti come “basalto colonnare di
profondità”.
Ogni strato della colata può avere un suo utilizzo: dalla pomice per riempire spazi vuoti in una costruzione, agli strati superficiali per realizzare misti granulometrici e sabbie varie; dagli strati più profondi per ricavare blocchi per pavimentazioni e costruzioni, agli strati profondi per realizzare lastre segate anche in spessori minimi di un centimetro per realizzare ornamenti e manufatti vari.
LA composizione chimica della colata cambia da strato a strato, ma in generale possiamo dire che da una analisi chimica l’aspetto mineralogico della lava è formato da SiO2 per il 46,69%, TiO2 per l’1,82 %, Al2O3 per il 16,76%, Fe2O3 per il6,10%, FeO per il 6,36%, MnO per lo 0,15%, MgO per il 5,14%, CaO per il10,37%, (Ba, Sr)O per lo 0,16%, Na2O per il 4,56%, K2O per l’1,51 %, P2O5 per lo 0,39%, H2O per lo 0,03%.
Tuttavia i valori della composizione chimica possono subire piccoli spostamenti sulle percentuali presenti nelle varie lave esaminate a secondo delle diverse colate e dei vari crateri di eruttazione.
Il miscelarsi di questi minerali di silice, ferro, calcio, sodio, ecc. perfino titanio danno origine a dei composti che generano dei basalti augitici con una massa per lo più di vetro, microliti feldspatici, di forma allungata tozza riferibili alla labradorite basica, con presenza di ferrocristalli, magnetite, olivina, plagioclasio, iperstene, apatite, ilmenite, anortite, albite, ortoclasio, diopside.
Nella lava del primo deflusso è possibile osservare dei microliti di ardesia basica e bytownite acida, proprio a conferma di quanto afferma il ricercatore Stella Starabba secondo cui il primo efflusso lavico è quello che contiene maggiore acidità.
Accanto ai microliti dei feldspatici calco-sodici sono presenti altri microliti di augite con rari granuli di olivina, mentre numerosi sono i granuli di magnetite titanifera.
La parte a consistenza vetrosa è molto frequente nelle colate laviche di primo efflusso e nelle colate effimere, in alcune delle quali a volte rappresenta la parte principale della massa magmatica, mentre meno presente è in quelle colate laviche che scendono verso le quote più basse, poiché la formazione dei microliti è stata nella sua gran parte extra-tellurica.
I ferro-cristalli nella sua quasi totalità sono formati da feldsfati calco-sodici ai quali si aggiungano in costanza aggregativa l’augite, la magnetite e l’olivina.
Nei ferro-cristalli felspati calco-sodici possiamo osservare due fasi di segregazione di cui la prima produce dei cristalli più grossi ricchi di sostanze vetrose con un nucleo più basico e con presenza di magnetite, augite e rara presenza di apatite.
I ferro-cristalli della seconda fase di segregazione, invece, si presentano con una forma slanciata ma di dimensioni più piccoli, mai zonati e con scarse inclusioni e sono formati per lo più di bytownite e di labradorite basica.
I ferro-cristalli di augite di solito mostrano un pleocroismo verde chiaro e raramente presentano una struttura zonata.
Nella composizione lavica la presenza di olivina è rara e quasi sempre si presenta con granuli arrotondati, mentre meno frequenti sono i granuli a sezione esagonale; più frequente è la magnetite di prima segregazione che si associa spesso ai cristalli di augite e si mostra talvolta con profonde corrosioni.
Il flusso magmatico come ampiamente dimostrato può raggiungere temperature elevatissime ed in questo caso per misurane il grado termico si usa il cono di Seger che equivale ad un cono di ferro chiuso e che viene immerso nella colata lavica le cui deformazioni sotto l’azione del calore corrispondono alla temperatura della lava che può andare da 800 ° a 1200° a secondo della composizione, dello spessore della colata e del punto di misurazione rispetto al cratere eruttivo.
In sintesi ne consegue che la viscosità di una colata lavica dipende essenzialmente dalla sua composizione chimico-magmatica, infatti, a parità di temperatura le colate laviche ricche di silice, dette acide, scorrono molto più lentamente rispetto a quelle povere di silice dette basiche.
La massa magmatica di superficie si solidifica ovviamente prima di quella interna a causa della maggiore esposizione all’aria.
Nelle colate basiche sulla superficie esterna si forma una crosta che viene tirata dai “filetti fluidi” sottostanti detta “lava a corda”; nelle colate di media acidità la crosta è più spessa e si frantuma generando una “lava a scorie”; infine le colate basiche assumono l’aspetto di lave a blocchi poliedrici e poco porosi che riguardano le caratteristiche del “basalto colonnare”.
Siamo ora al punto di svolta che ha mosso la fantasia del frate cappuccino Vincenzo Bruno da Catania che nei primi decenni dell’ottocento si pose l’obbiettivo di ornare con “grazia e vaghezza” policromatica le tarsie dei suoi capolavori in legno e per fare questo ha scritto un manoscritto pubblicato nel 1846 da Emanuele Bruno dove dice appunto, “ Dopo una lunga serie di esperimenti, l’esito ne fu felice, quale ne era stato il desiderio”.
Anche chi si accinge a lavorare la pietra lavica ed ornarla con “grazia e vaghezza” per realizzare opere d’arte o manufatti di arredo vari ha bisogno di accostarsi alla sperimentazioni di pitture e vernici per ottenere effetti cromatici particolari e suggestivi che rendono i loro prodotti unici ed inimitabili, e se pur in questo caso non compileremo un manoscritto sulla tecnica cromatica della coloritura della pietra lavica per ovvi motivi di riservatezza aziendale, tuttavia daremo dei cenni per doviziare l’attento lettore sulla tecnica di pittura della pietra lavica.
Ovviamente, il passaggio tra la tecnica dell’acquerello e quello della tecnica ceramica applicata alla pietra lavica, ha comportato dover acquisire nuove esperienze nel campo ceramico da parte del maestro Sorbello.
Nel campo ceramico la cromaticità rispetto all’acquerello è molto più limitata e i colori a disposizione sono pochissimi e si limitano a quelli primari.
L’esperienza quindi acquisita in campo pittorico ha fatto si che questo limite si tramutasse in una nuova sfida alla ricerca di una cromatura per dare al decoro ceramico un effetto pittorico.
Da questi presupposti creando e riproducendo un effetto cromatico nasce la tipicità dello stile“ ARTESOLE”.
Ad un occhio attento i decori creati sui prodotti “Artesole” si distinguono rispetto a tutti gli altri prodotti in commercio realizzati, con la pietra lavica, da altre ditte concorrenziali.
La smaltatura rappresenta un potenziale dirompente per la pietra lavica e segna in modo indelebile il marchio di uno stile che rimane vivo anche per lunghi millenni.
La pietra di origine vulcanica sopporta, infatti, le alte temperature del processo di ceramizzazione e si presta così alla realizzazione di tutti quei prodotti ed applicazioni che possono richiedere la smaltatura superficiale: piastrelle, top, lavabi, tavoli, così come lampade ed altri complementi d’arredo.
La pietra lavica a tutto ciò deve la sua unicità: al tempo stesso pietra naturale e pietra da smaltare; è un elemento creativo
sorprendente per progetti di design d’interni così come per l’arredo di esterni.
Il processo decorativo avviene mediante un’azione chimica ma soprattutto fisica attraverso la quale il biscotto lavico per lunghe ore, almeno 48, viene sottoposto ad alte temperature, fino a 1000°, in modo da addolcire il sub-strato e amalgamare i vari componenti delle pitture con la pietra
Da un punto di vista tecnico, il processo di ceramizzazione aumenta la resistenza, la durevolezza e l’impermeabilità della superficie della pietra: tutti fattori interessanti per molte applicazioni di interni ed esterni.
Si pensi solo a tavoli, banconi da bar, top per le cucine: il rivestimento ceramico rende queste superfici estremamente resistenti all’azione di agenti chimici, di raggi UV, agli sbalzi di temperatura, all’aggressione dell’acqua e all’usura.
La smaltatura è un processo aperto: la nostra gamma colore esplora diversi effetti, dalla smaltatura matta, al glossy, dalle velature agli effetti metallizzati.
Con il termine pietra lavica ceramizzata viene comunemente indicato un oggetto di basalto lavico (pietra lavica) che presenta una decorazione superficiale in maiolica. In realtà, poiché per ceramica si intende piuttosto un ampio raggruppamento di manufatti in terracotta, questa tecnica decorativa in ambito specialistico viene più correttamente indicata come Pietra lavica maiolicata.
Il primo passo per l'ottenimento di un manufatto in pietra lavica maiolicata, consiste nella scelta del supporto ovvero la pietra lavica, che sarà, come abbiamo già detto, pietra di "fondo" non di superficie; ovvero estratta (scavata) dal fondo della colata, tale masso informe verrà scelto da occhi esperti e lavorato come un qualunque blocco di granito, passato alla segagione, con lame o fili diamantati, in alcuni casi anche frese di lavorazioni a taglio computerizzato e ridotto in lastre con gli spessori per la lavorazione, normalmente da 1 a 3 cm.
Una volta arrivato in laboratorio il risultato della segatura, le lastre cambiano ulteriormente nome per diventare, piastrelle, tavoli, top da bagno, top da cucina, pareti, pavimenti, panche o semplici elementi di design.
A questo punto il manufatto lapideo lavorato, grigio ma compatto nella sua materia, si appresta ad entrare nel reparto artistico; la tecnica è applicabile anche a frammenti di pietra o sculture.
Il substrato lapideo viene quindi cosparso di uno strato di smalto ceramico, con uno spessore di circa tre millimetri, e lasciato asciugare almeno 12 ore.
Questa è la fase che fa la differenza e che caratterizza la finezza e l’eleganza di un prodotto a smaltatura maiolicata, dove la bravura delle nostre maestre d’arte segna il punto di una curva sinusoidale tendente all’eccellenza massima.
Queste artiste mettono in campo tutta la loro esperienza e bravura fatta di lunghi anni passati alla decorazione di manufatti ed eseguita a mano libera, con stencil o a graffito, secondo tecniche vecchie e nuove proprie dell'arte ceramica.
Le nostre decoratrici non utilizzano vernici e solventi derivati dal petrolio, piuttosto polveri naturali sotto forma di ossidi o monossidi derivati dalla frantumazione di rocce e conglomerati vari o di minerali allo stato puro, la cui applicazione richiede semplicemente l’utilizzo di acqua (H2O) per trasformarli in idrossidi e poterli applicare sulla superficie lavica.
Le pitture per ceramica mantengono la propria struttura reticolare o particellare durante tutto il processo di colorazione.
La maggior parte delle pitture per la decorazione di ceramiche o pietra lavica maiolicata si genera attraverso la calcinazione ad alta temperatura di miscele di polveri inorganiche molto fini, come carbonati, silicati, ossidi, di composti metallici colorati, di composti incolori e di agenti mineralizzanti come: il giallo praseodimio, il blu cobalto, i rosa al ferro, al selenio e al calcio-stagno-cromo, i bruni al ferro e al manganese, il nero cromo-ferro-cobalto.
Noi, anziché, utilizzare una chimica di sintesi utilizziamo una chimica naturale per una natura che si ricompone e per la sua applicazione non c’è bisogno di maschere per la respirazione, di camere con ventilazione assistita o di colonne a getto d’acqua, ma basta un semplice pennello e tanta pazienza e fantasia.
Quindi non un gioco di prestigio della chimica sintetica ma una rivisitazione di un processo di coloritura naturale che ci riporta al passato e affonda le sue radici appunto all’era della pietra con i geroglifici delle caverne che ancora dopo millenni, rimangono inspiegabilmente come testimonianza indelebile di una vita fantastica a cui oggi tanti talk show si ispirano per dare alla società del consumismo un esempio di armonia naturale.
Lo stadio finale è quello della cottura in forni adatti dove il biscotto sotto l’impeto della cocente temperatura si addolcisce fino a fare penetrare nel proprio corpo superficiale quegli elementi pittorici naturali che in parte sono presenti all’interno della stessa massa basaltica ed è in questo momento che avviene il prodigio della fusione molecolare dei vari elementi e la lava e il decoro diventano un tutt’uno inscindibile attraverso un sodalizio della massa che durerà a lungo nei secoli e nei millenni.
I prodotti usciti fuori dal forno dopo le fasi di cottura, fusione e raffreddamento non presentano elementi nocivi che possono attentare alla salute di chi li usa ma anzi sono dei prodotti assolutamente naturali nel rispetto della bio diversità che possono essere utilizzati per tutti li usi igienico-alimentari perché trattengono l’unto, respingono il calcare e sono di semplice utilizzo e pulitura, tanto che possono essere utilizzati per mangiavi sopra.
Da un punto di vista prettamente tecnico i colori utilizzati per la pietra lavica maiolicata sono essenzialmente di tre tipi:
-Ingobbi : che sono pitture adatte ad essere applicate sull'oggetto essiccato senza bisogno della prima cottura; questo permette di cuocere l'oggetto una sola volta, poiché questi colori tollerano bene l'alta temperatura, di contro però hanno il fatto di essere molto costosi e per questo non sono molto diffusi.
-Cristalline o Vetrine: sono dei rivestimenti di tipo vetroso, impermeabili, lucidi e trasparenti ma solo occasionalmente sono colorate e lasciano intravedere il decoro sottostante.
- I colori smaltati: sono anch'essi delle pitture di tipo vetroso, ma non sono trasparenti bensì coprenti e possono avere aspetto lucido o satinato.
La smaltatura della pietra lavica maiolicata è una fase di abbellimento ma che serve anche da protezione per la stessa pietra rendendola più resistente all’usura e più adatta all’utilizzo permettendo una migliore pulizia.
Quando il manufatto non è trattato all'ingobbio la posa della pittura avviene dopo la cottura e in questo caso si utilizzano appositi smalti composti formati da una miscela in varie percentuali di vetro, opacizzanti, fondenti e terre, mentre la smaltatura classica viene eseguita sul biscotto lavico, che in buona sostanza è il manufatto che già ha subito il primo processo di cottura.
Fra le varie tecniche che distinguono la prima fase di preparazione del biscotto in questo caso solo per fare qualche esempio citiamo: smaltatura per immersione, pittura a smalto, smaltatura a campana, smaltatura elettrostatica e ad aerografo.
Dopo la smaltata della superficie dell'oggetto, si passa al decoro pittorico che può essere eseguito a mano con il pennello o con altri sistemi di copiatura già descritti.
A queste fasi segue una seconda cottura che serve a fissare lo smalto sul manufatto, rendendolo lucido, impermeabile e dall’aspetto vetroso.
Le tecniche decorative rivestono sempre più un interesse crescente sia da parte delle aziende che producono questi pigmenti di decoro e sia da parte degli artigiani ed artisti che li usano per il realizzò della loro arte e fantasia, pertanto si sta vivendo un periodo
di rapida innovazione immettendo sul mercato pitture e sistemi frutto delle nuove tecnologie come: stampa a getto d’inchiostro, e serigrafia a secco, che richiedono appunto l’utilizzo di inchiostri e polveri capaci di migliorare la resa, la stabilità e la durabilità di un processo di ceramizzazione o di maiolicatura.
Il Centro Nazionale di Ricerca-ISTEC, in collaborazione con università e imprese italiane, sta sviluppando nuovi prodotti per migliorare le proprietà ottiche, la stabilità nel processo ceramico, la produzione, l’igienicità e la salubrità dei manufatti e nello stesso tempo abbassare i costi di produzione.
Questi pigmenti cromatici sono per lo più dei cristalli colorati che vengo¬no dispersi in una matrice vetrosa, in cui rimangono insolu¬bili, ma che riescono ad impartire il colore attraverso una mi¬scela eterogenea.
Questi prodotti sono largamente usati per colorare piastrelle, stoviglierie, sanitari, piani di cottura per cucine, tavoli arredi da giardino , arredi per locali ecc. ecc..
I pigmenti per ceramica o pietra lavica maiolicata sono solidi inorganici e si presentano sotto forma di particelle che possono assumere varie colorazioni e sono fisicamente e chimicamente stabili e non modificano la loro struttura qualunque sia la superficie su cui vengono applicate.
Grazie alla loro poco solubilità sia in acqua che in soluzioni acide o alcaline sono quasi atossiche e pertanto bene si sposano con la natura e l’ambiente.
Grazie alle particolari potenzialità estetiche dovute alla ceramica, unite alle notevoli doti di resistenza meccanica e fisica del basalto, la pietra lavica maiolicata è utilizzata per la produzione di pavimenti ad alto calpestio, rivestimenti da esterno, piscine, tavoli, top per cucine e bagni, mosaici, piatti doccia, lavelli.
STORIA DELL’AZIENDA
L’eruzione del 1960-1961 che si inserì come una fase intermedia nella lunghissima eruzione che va dal 1955 al 1964 e che scaturì dal cratere di nordest a seguito di una frattura che dai 3.175 metri scendeva fino a 2.900 metri di quota causò non poche distruzioni ed è proprio agli inizi degli anni ’60, in un piccolo paese alle falde dell’Etna che ebbe inizio l’emozionante “ storia d’amore” tra Giuseppe e la sua terra etnea. Con tutto il suo prepotente fascino “a muntagna” fa capolino dalla finestra di casa Sorbello attendendo di essere ammirata e ritratta dal piccolo nato che è appena capace di maneggiare una matita per scarabocchiare un foglio di carta. La mamma, nonostante le difficoltà economiche del tempo, procura al piccolo Giuseppe matite e fogli bianchi di carta e così il bambino inizia a tracciare le prime linee dando forma ad un sogno che si avvera pian piano . Ogni giorno, la straordinaria Etna, gli entra nel cuore al punto da coglierne le più sottili sfumature; Giuseppe osserva il paesaggio etneo che cambia il suo colore con l’alternarsi delle stagioni, del giorno e della notte e così gli dà spunto per creare i suoi primi dipinti. Il bambino cresce con l’idea creativa nel cuor e si iscrive all’Istituto d’Arte di Giarre. Finiti gli studi artistici si trasferisce a Milano dove inizia ad affinare la sua arte presso noti maestri acquerellisti, trasformando così il suo sogno in realtà e diventando ben presto un valido artista . Attraverso il linguaggio dell’arte ottiene prestigiosi successi, suscitando sensazioni intime e profonde, mediante la rappresentazione pittorica di luoghi che ricreando le atmosfere della Sua Terra e con la complicità d’immagini della sua “montagna”
diventa sempre più artefice e testimone della autenticità della cultura e dell’arte siciliana, così il maestro Sorbello, comincia ad essere artista apprezzato su scala nazionale.

L’arte è la fatica di un lungo cammino di ricerche, esperienze, inventiva, innovazione, fantasia ed emozioni per rappresentare al meglio le cose che si amano.
L’arte di Giuseppe Sorbello esprime appunto l’intuizione di sperimentare un linguaggio d’amore per le cose che lo emozionano.
Negli anni Ottanta tornando al suo paese inizia il suo interesse per l’artigianato artistico ispirato dalle botteghe di ceramica di Caltagirone, ed è così che traduce il suo interesse sperimentando sulla pietra lavica l’effetto della ceramica, precedentemente utilizzato nei suoi quadri . Con tenacia il maestro costruisce, sperimenta ed inventa un nuovo prodotto: “LA PIETRA LAVICA MAIOLICATA” che prima di allora era conosciuta solo nel campo della ceramica e delle piastrelle.
All’intraprendente Giuseppe Sorbello riecheggia nella mente quell’episodio quando nel lontano 1879 il frate cappuccino Giovambattista Zullo , natio della terra di Francavilla di Sicilia, dopo una colata devastante dell’Etna si portò a Bonciardo, oggi frazione di Santa Venerina, per mettere in pratica quella famosa espressione evangelica che dice: “ la pietra scartata è servita come testata d’angolo”, e così con la stessa lava: elemento distruttivo, utilizzando quella delle antiche colate, il frate cappuccino risanò la chiesa di quel paesino alle pendici dell’Etna.
Giuseppe Sorbello pensa che questo cataclisma della natura che nuoce alla umana condizione spesso ha incarnato a pieno il titolo della famosa opera di Alessandro Scarlatti: “ tutto il mal non vien per nuocere”, e quindi pensa che alla parte distruttiva della lava si può anche affiancare quella costruttiva, in fondo da quella massa di magma dormiente si può tirare fuori anche qualche cosa di buono; o come diceva Michelangelo da Buonaroti davanti al suo Davide, la scultura era già presente dentro il blocco di marmo di Carrara e lui lo ha solo fatto uscire.
Sorbello pensa anche lui che dalla lava può liberare tante figure e tante creazioni, perché se con l’azione dello scalpello è possibile estrarre le sembianze di un cavallo, anche con il tocco del pennello è possibile estrarre dalla lava l’immagine di un gallo.
La sua arte diventa un nuovo lavoro e trasferisce nei suoi manufatti tutta l’esperienza maturata e acquisita dal maestro nella pittura dei quadri. La pietra lavica sapientemente decorata e maiolicata diventa protagonista indiscutibile della bottega d’arte creata da Giuseppe Sorbello. Ora la capacità dell’uomo “segna “ l’identità di un territorio, della sua storia e della sua potenzialità. Dall’idea geniale ed assolutamente innovativa del maestro, questo materiale “ povero”, usato comunemente come materiale edile, diventa un prodotto artistico.
La pietra “nera” diventa la migliore testimonianza di ciò che è la terra dell’Etna: vera ambasciatrice di
un territorio patrimonio dell’umanità .
L’arte del maestro trasforma i suoi sogni in realtà permettendo la realizzazione di validi progetti culturali di grande spessore, facendo diventare la pietra lavica un prodotto di pregio oggi richiesto da più parti del mondo. Così continua la grande avventura con l’esperienza artistica maturata negli anni adolescenziali, che trasferisce sulla pietra lavica mediante la produzione di piani di lavoro per cucine, dove l’arte diventa “quadro applicato”. Un manufatto che si può usare, apprezzare, godere non più come opera d’arte appesa ad una parete, ma come un’opera d’arte che alla bellezza esteriore aggiunge anche la praticità dell’utilizzo funzionale: l’armonia regna negli ambienti domestici creati dalla fantasia e dalla genialità del maestro Sorbello, che invitano ad un vivere sereno.
Si avverte come per incanto improvviso un‘atmosfera che giunge dal passato; un armonioso equilibrio che ci porta nel cuore delle case.
In cucina e negli altri ambienti della casa dove con elementi innovativi di gusto raffinato, resistenti e pratici: l’uomo diventa testimone del tempo con una grande passione per le tradizioni.
Con grande estro, originalità e lungimiranza il maestro fonda il marchio “Artesole”, trasformando la realtà del laboratorio in azienda, nella consapevolezza che questo nuovo prodotto in futuro può entrare a far parte del mondo architettonico, del designer e dello stile: arricchendo l’umanità di un nuovo materiale naturale ed ecologico, ma con grande valenza artistica capace di rappresentare l’unicità del territorio Etneo.
Ora il maestro cerca di collocarsi sulle orme dei grandi maestri artigiani di Sicilia prendendo esempio da “Mastru Duminucu Marrmuraru”, ossia “Domenico del Lago”, nato a Bissone al confine con la Svizzera e venuto in Sicilia nel 1459 per aprire anche lui una bottega d’arte e stupire i suoi committenti con le sue opere, passando alla storia come Domenico del Lago o meglio come la bottega di Domenico Gagini, ereditata prima dal figlio Antonello e poi dai tre nipoti Giacomo, Bonifacio e Vincenzo.
Il maestro Sorbello in questa sua avventura, anche lui coinvolge il figlio Gianvito appena diplomato all’Istituto d’Arte di Giarre. Comincia così la partecipazione a varie fiere su tutto il territorio nazionale.
L’azienda si apre a giovane allieve neo-diplomate dell’istituto d’arte che presto diventano delle brave collaboratrici capaci di innovazione, mantenendo lo stile dei decori che il maestro inventa ogni giorno.
L’azienda nel 2001 comincia a farsi conoscere all’estero con la realizzazione di un tavolo in pietra lavica raffigurante l’emblema del Presidente degli Stati Uniti d’America destinato alla Casa Bianca e commissionato dal Presidente della Provincia di Catania, On. Nello
Musumeci. L’opera riceve l’apprezzamento del Presidente George W. Bush
con una lettera di ringraziamento personale.

Nel 2005 dopo aver constatato che i numerosi clienti manifestano le problematiche che comporta la posa in opera del top cucina realizzato da “ ARTESOLE” su una cucina fabbricata da altri, si giunge all’idea di fabbricare non solo i top, ma direttamente tutta la cucina, in modo da fornire un servizio completo alla clientela .
Nasce così, all’interno dell’azienda, anche la falegnameria che si occupa della costruzione dei mobili e della parte in legno
della cucina, utilizzando soprattutto il legno di “castagno dell’Etna”, fonte viva di questa amata terra di Sicilia.
Nel 2013 “ARTESOLE” si trasforma in società S.R.L. ed entrano a far parte della società oltre che Giuseppe Sorbello anche Gianvito Sorbello e Michele Maugeri, esperto e valido arredatore diplomatosi, anche lui, presso l’Istituto d’Arte di Giarre.
Con la sapiente genialità e professionalità di Michele Maugeri, unita alla sua praticità l’azienda si arricchisce di una figura dinamica e capace di rendere visibile immediatamente i sogni della gente, attraverso la sua progettazione grafica sotto dettatura del committente.
Gli arredi di interni ed esterni non nascono in azienda ma
a casa dei clienti, per essere
solo realizzate in azienda, è questa una rivoluzione della strategia aziendale.
Nello stesso periodo si costruisce il settore taglio e lavorazione della pietra lavica che si affianca al settore decorazione e falegnameria.
Con la trasformazione della bottega d’arte in azienda societaria, vengono suddivisi i compiti aziendali: Michele Maugeri si occupa del settore progettazione e preventivi delle cucine affiancato da uno staff di collaboratori e allo stesso tempo è responsabile anche del settore falegnameria e rapporti con la clientela, mentre il figlio Gianvito è responsabile del settore smaltatura e lavorazione della pietra lavica.
I due giovani raccolgono subito l’essenza di questo tipo di lavoro di artigianato artistico e con entusiasmo mettono in pratica le esperienze e i suggerimenti del maestro Sorbello.
Alla schiera dei collaboratori dell’azienda si è aggiunta anche la figlia Chiara che si occupa di un innovativo settore riguardante la produzione di piastrelle in pietra lavica serigrafate per rivestimenti interni e pavimenti, studiando nuove collezioni destinate ad una clientela raffinata e colta ( di eccellenza), soprattutto per il mercato estero, come rivenditori di prodotti di arredo di lusso, designer e architetti, da utilizzare in case e alberghi dell’Europa, Medio Oriente, Asia e America.
La nuora Santa Tomarchio si occupa in maniera encomiabile e attenta dell’amministrazione Aziendale.
Ultimamente un nuovo collaboratore il Geometra Filippo Cardì affianca Michele Maugeri nella progettazione e contatti con il pubblico.
Nel settore taglio e lavorazione pietra lavica si dedica da circa 20 anni Salvatore Caruso detto “Turi”
I responsabili del reparto falegnameria sono Mario e Salvo Sorbello.
Nel settore decorazione le responsabili di reparto sono Carla, Antonella e Federica.
Francesco Labate è una figura nuova in campo aziendale in quanto si occupa della parte informatica, grafica, siti web ed altro
La forza lavoro dell’azienda è formata dalla maestranza di circa venti unità lavorative, tra interni ed esterni, di cui cinque donne provenienti tutte da studi artistici, che si occupano della decorazione dei manufatti, rigorosamente fatta a mano. Il mondo del lavoro e dell’arte non può crescere senza la presenza della donna ed oggi come all’inizio di questa esperienza artistica e lavorativa, il loro contributo nell’azienda è determinante e qualifica la fatica di questo duro ma gioioso lavoro, dove la fantasia è l’essenza vitale della filosofia aziendale.

Alcune di loro sono in azienda da circa vent’anni , assunte quasi tutte all’età di 18 anni, appena raggiunta la maggiore età che le ha aperto le porte del mondo del lavoro.
Con i sacrifici e il lavoro in azienda nel tempo sono diventate adulte, si sono sposate e adesso sono madri esemplari.
Le maestre d’arte possiedono la grande capacità di coniugare la tradizione con l’innovazione trasferendo nel loro lavoro la potenzialità e l’unicità del tocco femminile in una casa, che è il valore aggiunto per una azienda che produce manufatti di arredo artistico per interni.
Quindi a differenza di altre semplici impiegate di altra attività lavorativa, le nostre maestre d’arte sono il sale della fantasia e della saggezza che diventa collante per un team operativo che idea, progetta e realizza beni di arredo per interni ed esterni per chi ama la cultura dell’arte.
In un progetto d’innovazione aziendale e sociale, per far fronte alle nuove necessità derivanti dalle esigenze che comportano le nascite di bambini all’interno dei nuclei familiari dell’azienda, si sta pensando, in collaborazione con le mamme, di approntare all’interno della stessa azienda uno spazio ludico riservato ai bimbi, dove le mamme possano accudire e stare vicini ai loro piccoli, prevedendo anche la possibilità di far nascere un punto di ludoteca con operatori addetti all’infanzia.
Tante sono le maestre d’arte che nel tempo sono riuscite attraverso l’esperienza maturata in azienda a dar vita ad una attività in proprio riscuotendo meritevoli successi.
La permanenza di un lungo periodo vissuto all’interno dell’azienda da parte dei giovani, nel tempo ha comportato un sodalizio e una reciproca comprensione tra dirigenza e maestranze che ha permesso all’azienda di superare questo difficilissimo lungo periodo di crisi senza contraccolpi devastanti e permette oggi di guardare con più fiducia verso nuovi orizzonti compreso il mercato estero.
Dal mese di dicembre 2015 l’ufficio ICE (ISTITUTO COMMERCIO ESTERO) che fa capo al Ministero delle Attività Produttive, ha affiancato un esperto nell’ internazionalizzazione delle imprese italiane nella figura del Dott. Michelangelo Ravizza che interagisce con Chiara Sorbello, dandole tutte le indicazioni necessarie e utili riguardo anche all’organizzazione interna per affrontare la sfida dei mercati esteri e l’individuazione e la partecipazione a fiere internazionali del settore, sempre organizzate dal Ministero della Attività Produttive attraverso l’ ICE.
Oggi l’azienda si sviluppa su una superficie di circa 2000 mq. e comprende: showroom – interno, esposizione esterna, ufficio progettazione e contatti con il pubblico, falegnameria, taglio e lavorazione pietra lavica, smaltatura, forni, decorazione, serigrafia.
Per meglio rappresentare le strategie commerciali e di immagine in modo da essere sempre presente sul territorio: l’azienda affitta degli spazi espositivi presso i vari centri commerciali della zona ,avvia campagne pubblicitarie attraverso, giornali, televisioni oltre a innovare continuamente il proprio sito web, in modo così da mantenere una presenza sempre costante sul territorio d’azione e nel mondo.
Per quanto riguarda la visibilità su internet l’azienda è dotata di due siti.
L’azienda ultimamente ha aperto una nuova linea di produzione che si occupa della realizzazione di accessori moda, quali borse, gioielli, bottoni ecc., tali collezioni sono seguite da Chiara Sorbello.
ARTESOLE FASHION
Negli anni, tanti stilisti, designer e promotori di innovazioni di stili e fashion hanno cercato di immettere nel mondo della moda creazioni con elementi di decoro in ceramica e pietra lavica maiolicata, cercando di attivare processi produttivi di tendenza d’avanguardia.
Ovviamente un’azienda che produce e vende ceramica e pietra lavica maiolicata non poteva rinunciare a raccogliere questa sfida di emozione generazionale.
Le donne nell’azienda, anche in questo caso, hanno giocato un ruolo fondamentale nel proporre ed affrontare questa nuova sfida d’impegno, ed allora come negare la gioia di questa nuova avventura!
Ancora una volta il maestro Sorbello fiducioso delle intuizioni di stile e di gusto della figlia Chiara ha aperto un nuovo foglio bianco da riempire con la magia degli ornamenti di una donna elegante. Così da questi presupposti nasce la “ARTESOLE FASHION”.
Lo spirito di questa nuova avventura imprenditoriale si sviluppa nel solco della tradizione e delle tematiche rappresentative della Sicilia.
In queste creazioni sono predominanti i simboli stereotipati della sicilianità nel mondo come: “le teste di Moro”, le “ruote dei carretto siciliano”, le rievocazioni delle antiche “borse di juta” con borchie e “ciacianeddi” legati sotto i carretti; ed ancora coppole e cappelli e poi il simbolo della “Trinacria” per rievocare il mito di “Colapesce” che ancora con le proprie braccia sostiene una Sicilia che malgrado tutto rimane sempre a galla.
Cannoli e cassate, fregi e mattonelle con decoro di motivi siciliani, tutti segni di una sicilianità conosciuta nel mondo.
Ma non mancano neanche i simboli della vegetazione siciliana come ciliegie, ficodindia, arance, limoni, fiori di zagara e di rosa e tanti altri frutti e fiori che fanno bella mostra di se sugli ubertosi colli e vallate della Sicilia.
Da queste muse ispiratrici nascono così eleganti collezioni di bigiotteria e gioielli in ceramica e lapilli di pietra lavica maiolicata come: collane, orecchini, bracciali realizzate con caolino di alta plasticità e resistenza e poi decorati rigorosamente a mano e arricchiti da lustri in oro zecchino, terzo fuoco.
La tendenza moda ARTESOLE non di ferma solo alla bijoux ma porta avanti progetti innovativi anche nella oggettistica personale come la realizzazione di portachiavi, ferma capelli, ferma cravatte, borse, cappelli maschili e femminili con inserti in ceramica.
La nuova sfida di questo ramo dell’azienda è quella di trasferire la ceramica e la pietra lavica maiolicata anche nei vestiti e nelle calzature per far diventare questa materia sempre più duttile e più familiare e di utilizzo comune nella vita di tutti i giorni.
LA FILOSOFIA AZIENDALE
La nostra azienda partendo dalle nostre radici storiche e culturali vuole esternare significativamente non solo il processo storico di testimonianza, ma anche l’impronta di un percorso artistico, che prende spunto dalle gesta eroiche di tante persone che lungo lo scorrere del tempo hanno lasciato come segno indelebile del loro passaggio il frutto della loro fantasia e della loro capacità di sintesi emozionale.
Il basalto colonnare utilizzato dall’azienda “ARTESOLE” al pari della principessa Biancaneve, per lunghi secoli ha dormito nelle viscere della terra di Sicilia con il sonno della beatitudine ed ha saputo aspettare il risveglio di una mano sapiente animata di un estro vulcanico che riesce a confezionare sulle sue formi mirabili un vestito di petali di rosa e boccioli di zagara che sembrano uscire dalla nuda roccia per diventare l’essenza di un’arte che profuma d’incanto e della sapienza manuale di esperti artigiani.
La nostra filosofia aziendale è quella di sbalordire con i nostri manufatti che abbiamo voluto elevare ad opere d’arte, affinché rimangono indelebili lungo lo scorrere dei secoli, pertanto, la garanzia sui nostri prodotti in pietra lavica non è garantita a vita come spesso si dice, ma va oltre per più generazioni, poiché anche gli eredi di chi li ha comprato un manufatto in pietra lavica “ARTESOLE” possono assaporare il gusto di toccare e utilizzare per lunghi anni quegli oggetti comuni che ricordano momenti felici di convivialità familiare e poter dire: cinquant’anni fa in questa cucina, mia nonna, mia mamma in occasione del compleanno ha cucinato un succulento piatto di maccheroni alla Norma di cui ancora conservo il profumo ed il sapore.
La nostra filosofia aziendale è quella di mettere la nuda pietra nelle mani di esperti artigiani e valenti artisti che dopo la fatica di lunghi anni di lavoro sono capaci di tirare fuori dalla nuda pietra il volto estasiato di un’arte duratura nel tempo che riesce a stupire chi la guarda.
I nostri prodotti sono riconducibili a manufatti di eccellenza e di unicità irripetibile sia nella forma che nella sostanza artistica delle cose, poiché è proprio la caratteristica di questa pietra magmatica, unica al mondo, che riesce ad essere sottoposta a pressione e calore a cui nessuna altra pietra può resistere.
L’essenza di questa arte quindi esiste, perché esiste la Sicilia e l’Etna che attraverso le sue varie colate lungo lo scorrere dei millenni è riuscita a creare paesaggi incontaminati come le famose Gole Alcantara e nello stesso tempo è riuscita a darci questo frutto della natura incontaminata e baciata dal fuoco ardente di una terra tanto nobile quanto ricca di storia, di arte e di sapori.
La nostra filosofia aziendale non è quella di convincere i nostri clienti della bontà dei nostri prodotti, piuttosto di stupirli con la sublime raffinatezza della loro esecuzione, affinché chi guarda i nostri manufatti rimane ammirato dalla capacità di trasmettere l’emozione di un percorso produttivo che attraverso la sapiente maestria di eccelsi artigiani trasformano la nuda lava in un’arte perenne e duratura capace di emozionare intere generazioni.
Noi non siamo figli di una Sicilia vittimistica, ma piuttosto preferiamo esprimere il coraggio di una filosofia aziendale di avanguardia non solo culturale ma anche sociale, attraverso un impegno quotidiano fatto di duro e sapiente lavoro che ci porta sulle strade di un riscatto generazionale di una terra bella ma a volte incapace di saper sfruttare fino in fondo la propria ricchezza, per farne una risorsa aggiuntiva della propria bellezza.
Il dominio di tante dominazioni che lungo lo scorrere dei secoli si sono avvicendate: dai Siculi ai Sicani, dai Greci ai Romani, dai Bizantini ai Saraceni, dai Normanni agli Spagnoli ci hanno consegnato testimonianze uniche che ancora oggi ci permettono di avere una centralità fra i popoli dei paesi che guardano il “Mare di Mezzo”.
Noi a questa centralità non vogliamo rinunciare per ribadire sempre di più uno spirito imprenditoriale capace di varcare i confini di questa amata terra ed affermarsi come simbolo da imitare sulle vie del mondo, dove corre il progresso e l’evoluzione di una società capace di stringere rapporti commerciali adatti a divulgare il valore di un artigianato e di un’arte di pregio, che non è il frutto in serie di un robot, ma l’eccelsa fatica di sapienti maestri d’arte che punta sempre sulla originalità e sulla qualità.
La nostra strategia imprenditoriale non è quella di proporre beni di consumo attraverso depliant o televendite, ma quella di offrire emozioni attraverso un processo produttivo che partendo dalla estrazione della pietra lavica nella cava, come per incanto la trasforma e la colloca in case, palazzi, ville, alberghi, piscine e locali di tutto il mondo.
Un processo produttivo partecipato a cui è chiamato a presiedere in prima persona il committente che diventa attore principale nel suggerire le proprie necessità e i propri bisogni.
I nostri valenti arredatori si spostano in tutta Italia e all’estero per raggiungere le dimore dei nostri clienti e redigere dei progetti a misura delle loro case; e dopo la realizzazione in azienda, a cui possono assistere gli stessi committenti, i manufatti vengono smontati e rimontati nel luogo definitivo e nel breve volgere di poche ore dal nulla spuntano le meraviglie della “Fabbrica dei Sogni”.
OMAGGIO POETICO
Per rimanere ancorati alla tradizione e alla cultura siciliana, abbiamo racchiuso in questi versi in vernacolo l’essenza di un prodigio artistico e culturale
ARTISOLI
Lu Mungibeddu lu focu rutta
ca nesci di lu funnu di dda sutta
p’addivintari petra cotta
e nta la panza di la cava
allu funnu poi s’attrova
la petra chiamata lava.
Petra ca nasci di li visciri di la terra
l’omu cu scappeddu u ncoppu sferra
e cu la lama di diamanti poi ti serra,
cu ncoppu di pinzeddu
tiramu fora la forma du ncavaddu
e li pinni cu tuttu lu jaddu
ma tu lu sai
ca sta arti non si cancella mai
qualunque cosa ci fai.
Amu tiratu coppa di mastru
cu taghiu e cu incastru
e supra poi ci ittamu l’inchiostru,
li nostri petri
sunu esposti nta villi e tiatri
e no nc’è paura ca si robunu li latri.
Russi, cinisi e amiricani
li pighianu nta li mani
e sannu ca durunu pi oggi e pi dumani,
ni facemu bagni, cucini e pavimenti
e ci li uffremu a tutta la genti
ca nta lu munnu evi prisenti.
Chista è la nostra filosofia
di stupiri a cu talia
la petra pitturata ca lumia.
La Fabbrica Artisoli
è comu na pasticceria di cannoli
e li so cosi li offri macara a cu no li voli.
ARTESOLE (traduzione in italiano)
il Mongibello il fuoco erutta
che esce dal fondo di sotto
per diventare pietra cotta
e nella pancia della cava
nel fondo si trova
la pietra chiamata lava.
Pietra che nasci dalle viscere della terra
l’uomo con lo scalpello un colpo sferra
e con la lama di diamante poi ti serra,
con un colpo di pennello
tiriamo fuori la forma di un cavallo
e le penne con tutto il gallo.
ma tu lo sai
che questa arte non si cancella mai
qualunque cosa ci fai.
Abbiamo tirato dei colpi di maestro
con il taglio e con l’incastro
e sopra poi abbiamo buttato l’inchiostro,
le nostre pietre
sono esposti in ville e teatri
e non c’è paura che li rubano i ladri.
Russi, cinesi e americani
li prendono nelle mani
e sanno che durano per oggi e per domani,
ne facciamo bagni, cucine e pavimenti
e li offriamo a tutta la genti
che nel mondo sono presenti.
Questa è la nostra filosofia
di stupire a chi guarda
la pietra pitturata con il limone.
La Fabbrica Artesole
è come una pasticceria di cannoli
e i suoi prodotti li offre anche a chi non li vuole.
ARTISOLI (versione immediata)
La Fabbrica Artisoli
è comu na pasticceria di cannoli
e li so cosi li offri macara a cu no li voli.
li nostri petri
sunu esposti nta villi e tiatri
e no nc’è paura ca si robunu li latri.
Amu tiratu coppa di mastru
cu taghiu e cu incastru
e supra poi ci ittamu l’inchiostru,
Chista è la nostra filosofia
di stupiri a cu talia
la petra pitturata ca lumia.
Il Maestro Giuseppe Sorbello ha partecipato a numerose gare di pittura regionali e nazionali, vincendo numerosi trofei.
Premi e riconoscimenti di Artesole
Nel corso degli anni Artesole ha ricevuto premi e riconoscimenti che testimoniano il valore artistico, artigianale e sociale dell’azienda.
Giara d’Argento 2006
Nel giugno 2006 Artesole ha ricevuto il Premio Giara d’Argento, ritirato dal socio Gianvito Sorbello in rappresentanza dell’azienda.

Giara d’Argento 2007
Nel giugno 2007 Artesole ha ricevuto un secondo Premio Giara d’Argento, ritirato dal socio Gianvito Sorbello e consegnato dal sindaco di Giarre.

Premio Internazionale “Memorial Rosario Livatino” – 2010
Nel 2010 Artesole ha ricevuto il Premio Internazionale “Memorial Rosario Livatino” per la legalità e la solidarietà, ritirato dal fondatore Giuseppe Sorbello.


La motivazione del riconoscimento sottolineava anche il ruolo del fondatore:
La Ns. grande nazione ha sempre avuto il merito di vantare i natali di cittadini che con il loro duro lavoro nei piu’ disparati settori, rendono illustre e invidiata la Terra Italica e pertanto la ns. attenzione si focalizza su di un ARTISTA/IMPRENDITORE.
Si deve altresì tenere in conto che essendo la Sicilia anche terra di mafia che sfrutta la disoccupazione per arruolare i giovani, il Maestro creando posti di lavoro, contribuisce allo sviluppo economico dell’Isola anche togliendo ragazzi dalla strada.
Quanto fatto dal Maestro Sorbello per incentivare l’occupazione, il suo impegno sociale per la legalità, il coraggio fino quasi all’eroismo, per i gravi rischi di un imprenditore in Sicilia, di questo rispettabilissimo siciliano è una garanzia che lo Stato di diritto vince sulla mafia, che vorrebbe avvolgere la Sicilia in una immensa coltre di oscurantismo mafioso.
Premio alla Sicilianità – 2017
Nel 2017 la Pro Loco del Comune di Giarre ha conferito ad Artesole il Premio alla Sicilianità.


Oscar dell’Artigianato – 2018
Nel 2018 Artesole ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, l’Oscar dell’Artigianato, in occasione del 50° anniversario dell’ULA-CLAAI (Unione Liberi Artigiani) di Giarre e dintorni, per iniziativa del Cav. Diego Bonaccorso, presidente dell’ULA-CLAAI, e del Direttivo. Il premio ha riconosciuto Artesole come un’importante realtà artigianale e artistica, unica nel territorio.



Scrivono di ARTESOLE
Di Baio Editore Milano (La Cucina in Muratura)
Giugno 2007
PIETRA LAVICA MAIOLICATA
La continua ricerca nel campo di materiali innovativi per l’ambiente cucina ha portato alla scoperta
della pietra lavica maiolicata per la realizzazione di piani di cucina.
Le potenzialità di questo materiale sono molteplici : innanzitutto è un prodotto naturale maiolicato, quindi igienico, antimacchia e antigraffio, ha eccezionali qualità di resistenza al fuoco, di durezza e compattezza, non è soggetto ad usura ed offre una grande resistenza al carico, è ideale per essere utilizzato come elemento decorativo per camini, piani cottura, tavoli e pavimentazioni.
La pietra lavica maiolicata è il capolavoro finale dell’intervento tecnologico ed artistico insieme, grazie alla disponibilità naturale del basalto vulcanico dell’Etna e dell’Artesole.



Avv. Gionfriddo: "E' per me un grande onore aver da Lei ricevuto la fornitura della Cucina che ho installato nella mia nuova casa in Siracusa.
Il materiale usato, pietra lavica ceramizzata, rappresenta l'espressione più viva di un Artista, che ha saputo realizzare un'opera d'arte utilizzando il materiale più aspro, incorruttibile, forte e spettacolare che ci dona il nostro vulcano Etna.
Lo stesso è stato plasmato e decorato a mano, assumendo e condensando i migliori valori del bello artistico pur derivando dal fuoco, che ha generato una pietra ostica e prima di Lei utilizzata solo come materiale inerte per le costruzioni di lavori edili.
Ella pertanto e in buona sostanza, realizzando questo tipo di opere ha dato vita e vivacità alla pietra che deriva dal fuoco della nostra Madre Etna.
Ella quindi e per me, è un grande artista di livello michelangiolesco."
Grazie Sig. Maestro.
Avv. Salvatore Gionfriddo.
Siracusa – Settebre 2004
Filomena Crisci:
grazie a voi ho una cucina stupenda, a dicembre compie un anno ma ancora me la invidiano tutti.
saluti da S.Maria a vico (CE) 2003
Maestra Lucia
Macchia di Giarre:
Per te caro Giuseppe , grande Maestro Artista che sei l' orgoglio per la Sicilia e specie per Giarre.......vanno i miei auguri di cuore per il tuo meritato successo...Sembra ieri quando circa 20 anni fa ci siamo conosciuti e mi hai fatto scoprire il tuo talento che con molta modestia esprimevi a quanti ti erano amici. Il marchio "la cucina dei sogni" è diventata una certezza ed è d'obbligo la gratitudine di un'intera comunità...........
Grazie a nome di tutti i cittadini Giarresi Settebre 2014
P.ssa
Rosaria Zammataro: IL MIO TAVOLO DI CERAMICA
Ho sempre amato la ceramica e mi sono circondata di oggetti in ceramica per la gioiosità che conferiscono agli ambienti donando allegria alle persone che vi abitano. Dovunque sono andata ho acquistato le ceramiche del territorio; quando negli anni ’90 venni a sapere che proprio a Giarre c’era un ceramista emergente decisi di conoscerlo e acquistare qualche suo prodotto. Allora il Maestro Sorbello lavorava insieme ad alcune decoratrici in un piccolo garage oggi trasformato in un bellissimo ufficio che raccoglie alcune delle migliori produzioni che la Sua azienda realizza. Mi recai nel suo laboratorio con una richiesta precisa : desideravo un tavolo rettangolare in pietra lavica ceramizzata. Il Maestro non aveva ancora i bellissimi cataloghi che ha adesso né i campionari che possono guidare nelle scelte. Mi rassicurò sul prodotto che avrebbe realizzato descrivendolo con le parole. Quando il tavolo arrivò a casa mia e fu collocato sul terrazzo dove resiste a tutte le variazioni atmosferiche da più di venti anni fui ripagata dalla scelta fatta. Il tavolo era un tripudio; era non solo un bellissimo pezzo di arredo ma aveva una forza unica nel narrare la festosità di grappoli d’uva bianca e viola che si intrecciano con foglie ,tralci, fiori di gelsomino e limoni di Sicilia. Il tavolo ci ha accompagnati per tantissime colazioni, pranzi , cene familiari e con amici senza perdere lo smalto e lo splendore del primo giorno. Un grazie all’artista Sorbello che onora il nostro territorio nel mondo firmando con la sua indiscutibile creatività tanta intramontabile bellezza.
Maggio 2014 Rosaria Zammataro
Emanuele Di Chio
Carissimo Giuseppe,
Innanzitutto un grazie di cuore, i campioni che hai mandato sono molto belli e trasmettono arte. Solo i lavori fatti con passione, amore e dedizione riescono a trasmettere certe sensazioni. E chi è veramente competente riesce a capire l'essenza dell'Arte. Ed i tuoi lavori sono davvero opere d'arte.
Ciò che hai creato merita il giusto rispetto e si vede che è frutto di duri anni di lavoro e sudore.
Nel vedere la bellezza dei tuoi campioni la mia esclamazione è stata 'Wow!!
Il destino e la fortuna ci hanno voluto fatto incontrare; adesso bisogna sfruttare il momento e farò di tutto affinchè il cammino prosegua con lo scopo di arrivare a traguardi importanti.
Un saluto ed un abbraccio a te e alla tua famiglia.
Novembre 2014- Emanuele
Lettera Comune di Giarre
Ringrazio:
La nostra amata Etna quale musa ispiratrice, che sin da bambino ha tracciato in me un percorso indissolubile nella vita e nella storia di una azienda che ha coinvolto numerose altre persone che oggi portano avanti questa avventura.
Ringrazio tutti i soci e collaboratori: Gianvito, Kiara, Santa, Michele, Filippo (nonché tutte le ragazze e i ragazzi che collaborano nei vari ruoli aziendali) i quali ognuno per le proprie competenze portano avanti le incombenze che gli sono state affidate con senso del dovere e senza risparmi della fatica, contribuendo in modo fattivo alla crescita dell’azienda.
Ringrazio anche Concetta, la mia compagna di vita che con il suo senso critico e il suo fare spartano ha influito non poco nelle piccole e nelle grandi decisioni costringendomi a volte a fermarmi per riflettere e ponderare l’attuazione di molte iniziative che nascevano da uno spirito istintivo, in modo da riportare il tutto in una dimensione più riflessiva e pragmatica.
Ringrazio ancora tutte le Istituzioni, Ministero dello Sviluppo Economico, l’ICE (Istituto Commercio Estero), La Regione Siciliana, il Comune di Giarre, la Camera di Commercio e Artigianato di Catania e Provincia che in tutti questi anni ci hanno supportato nel raggiungere questo traguardo di efficienza, stile, e modernità.
Ringrazio in modo particolare l’ULA-CLAII (UNIONE LIBERI ARTIGIANI) di Giarre e d’intorni, per iniziativa del Presidente Cav. Diego Bonaccorso, e del Direttivo che attraverso la consegna del “Premio Oscar dell’Artigiano” alla ditta ARTESOLE hanno voluto riconoscere la bontà propositiva della nostra azienda con questo segno di stima e fiducia che ci rende orgogliosi nel fare ma umili nell’agire.
Un sentito ringraziamento va anche a Salvatore Maugeri che ha curato e supportato con tanta pazienza, entusiasmo ed encomiabile professionalità la stesura di questo libro.
Ringrazio anche tutti i nostri clienti che lungo lo scorrere degli anni con la loro fiducia e disponibilità ci hanno permesso di crescere ed affermarci come azienda leader nel settore.
GRAZIE
Domande frequenti sulla storia di Artesole
Come è iniziato il percorso artistico di Giuseppe Sorbello?
Il percorso di Giuseppe Sorbello iniziò durante l’infanzia alle pendici dell’Etna, disegnando i paesaggi osservati dalla propria casa. Frequentò successivamente l’Istituto d’Arte di Giarre e si trasferì a Milano, dove approfondì la pittura presso maestri acquerellisti.
Quando Giuseppe Sorbello iniziò a lavorare con la pietra lavica?
Negli anni Ottanta, dopo essere tornato in Sicilia, Giuseppe Sorbello avvicinò la propria esperienza pittorica all’artigianato ceramico e cominciò a sperimentare sulla pietra lavica gli effetti cromatici precedentemente utilizzati nei suoi quadri.
In che modo l’Etna ha influenzato la nascita di Artesole?
L’Etna accompagnò Giuseppe Sorbello fin dall’infanzia, ispirandone i primi dipinti e successivamente la ricerca artistica sulla pietra lavica. Il materiale generato dal vulcano divenne il punto d’incontro tra territorio, pittura e artigianato.
Chi ha affiancato Giuseppe Sorbello nello sviluppo dell’azienda?
Nel percorso aziendale Giuseppe Sorbello è stato affiancato dal figlio Gianvito, da Michele Maugeri, dalla figlia Chiara, da Santa Tomarchio e dai numerosi collaboratori impegnati nei diversi reparti artistici e produttivi.
Quando Artesole ha iniziato a farsi conoscere all’estero?
Nel 2001 Artesole realizzò un tavolo in pietra lavica raffigurante l’emblema del Presidente degli Stati Uniti e destinato alla Casa Bianca. L’opera, commissionata dal Presidente della Provincia di Catania, ricevette l’apprezzamento del Presidente George W. Bush.
Perché Artesole ha iniziato a produrre cucine complete?
Nel 2005, considerate le difficoltà incontrate dai clienti nell’installazione dei top su cucine prodotte da altre aziende, Artesole decise di realizzare direttamente anche i mobili. Nacque così la falegnameria interna, dedicata alla produzione di cucine complete.
Quando Artesole è diventata una società?
Nel 2013 Artesole si trasformò in società a responsabilità limitata. Entrarono a farne parte Giuseppe Sorbello, Gianvito Sorbello e Michele Maugeri, determinando una nuova organizzazione dei reparti e delle responsabilità aziendali.
In che modo i clienti partecipano alla progettazione degli arredi Artesole?
Secondo la filosofia aziendale, gli arredi Artesole nascono nelle case dei clienti. Il committente partecipa alla definizione di misure, necessità e soluzioni e può seguire anche le successive fasi di realizzazione in azienda.
Quali lavorazioni vengono svolte all’interno dell’azienda?
La struttura comprende showroom, ufficio di progettazione, falegnameria, taglio e lavorazione della pietra lavica, smaltatura, forni, decorazione, serigrafia e grafica.
Quale ruolo hanno le maestre d’arte di Artesole?
Le maestre d’arte si occupano della decorazione manuale dei manufatti. Provenienti prevalentemente da studi artistici, contribuiscono a unire tradizione, innovazione e sensibilità pittorica, mantenendo riconoscibile lo stile Artesole.
Quali premi e riconoscimenti ha ricevuto Artesole?
Nel corso degli anni Artesole ha ricevuto importanti riconoscimenti per il proprio valore artistico, artigianale e sociale. Nel 2010 l’azienda ha ricevuto il Premio Internazionale “Memorial Rosario Livatino” per la legalità e la solidarietà. Nel 2017 le è stato conferito il “Premio alla Sicilianità” dalla Pro Loco del Comune di Giarre. Nel 2018 Artesole ha ricevuto l’Oscar dell’Artigianato in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ULA-CLAAI di Giarre.
