DAL FUOCO DELL’ETNA NASCONO I CAPOLAVORI DI “ARTESOLE”

È all’inizio degli anni ’60, in un piccolo paese alle falde dell’Etna che ebbe inizio l’emozionante “storia ” tra Giuseppe e la sua Terra. Con tutto il suo prepotente fascino “Il Vulcano Etna” faceva capolino dalla finestra di casa Sorbello attendendo di essere ammirata e ritratta dal piccolo nato che, appena capace di maneggiare una matita, corrisponde all’aspettativa. La mamma, nonostante le difficoltà del tempo, procura matita e fogli bianchi, e così Giuseppe inizia a tracciare le prime linee per dar forma ad un sogno che si avvererà pian piano. Ogni giorno, l’Etna lo affascina e lo incuriosisce al punto da coglierne le più sottili sfumature; Giuseppe osserva il paesaggio etneo che cambia il suo colore con l’alternarsi del giorno e della notte e crea i suoi primi dipinti. Cresce. Frequenta l’Istituto d’Arte di Giarre e si trasferisce a Milano, dove inizia ad affinare la sua arte presso noti maestri acquerellisti, trasformando il suo sogno in realtà e diventando ben presto un valido artista. Attraverso il linguaggio dell’arte ottiene prestigiosi successi, suscitando sensazioni intime e profonde e ricreando le atmosfere della Sua Terra, della sua “Etna”, complice e artefice della Sua anima di artista autentico. Giuseppe comincia ad essere apprezzato anche su scala nazionale.

L’arte è una lunga fatica di imitazione di ciò che si ama e Giuseppe continua ad esprimere solo ciò che conosce bene. Negli anni Ottanta tornando al suo paese inizia il suo interesse per la materia prima che il suo vulcano ci offre.E’ così che con intuizione e lucida lungimiranza sperimenta un nuovo prodotto: La PIETRA LAVICA CERAMIZZATA, prima di allora sconosciuta nel campo della ceramica e delle piastrelle. Il suo lavoro diventa la sua arte, trasferendo nei suoi prodotti tutta l’esperienza maturata e acquisita nel campo pittorico.La pietra lavica sapientemente decorata e ceramizzata diventa protagonista del laboratorio creato dal maestro.

Ecco che la capacità dell’uomo “segna “l’identità di un territorio, della sua storia, della sua potenzialità; dall’idea geniale ed assolutamente innovativa del maestro, questo materiale “povero”, usato comunemente come materiale edile, diventa un prodotto artistico. La pietra “nera” diventa la migliore testimonianza di ciò che è la terra dell’Etna: vera ambasciatrice di un territorio patrimonio dell’umanità.

La pietra lavica diventa un prodotto di pregio unico oggi richiesto ed invidiato in tutto il mondo. I suoi piani di lavoro per cucine diventano “quadri applicati” da godere, non più come opere d’arte d’arredo, ma come ambienti che evocano atmosfere che giungono dal passato e che creano un armonioso equilibrio nel cuore delle case, in cucina come in altri ambienti domestici.

Con grande estro, originalità e lungimiranza il maestro fonda il marchio “Artesole”, trasformando la realtà del laboratorio in azienda, certo che il nuovo prodotto ha tutte le carte in regola per entrare a far parte del mondo architettonico e del design. Quale artista sensibile ed attento alle mutazioni della società, a Giuseppe Sorbello va dato atto di aver realizzato una rivoluzionaria ideazione in campo architettonico e del designer che ha cambiato notevolmente il modo di pensare, di progettare, di fare ceramica per creare ambienti accoglienti, colorati, armoniosi e caldi prima di allora impensabili da realizzare con i materiali ceramici tradizionali.

Il maestro coinvolge in questa sua avventura il figlio Gianvito, appena diplomato anche lui all’istituto d’arte, e avvia la sua partecipazione a varie fiere in tutto il territorio. Apre l’azienda a giovane allieve neo-diplomate dell’istituto d’arte, che presto diventano brave collaboratrici sensibili all’innovazione.
L’azienda comincia a farsi conoscere all’estero con la realizzazione di un tavolo in pietra lavica raffigurante l’emblema del Presidente degli Stati Uniti d’America, destinato alla Casa Bianca, commissionato dall’allora Presidente della Provincia di Catania, On. Nello Musumeci, che riceverà l’apprezzamento del Presidente George W. Bush, il quale invierà una lettera di ringraziamento personale.

Nel 2005 decide di fabbricare non solo i top per le cucine costruite da altri, ma l’intera struttura, in modo da fornire un prodotto di qualità completo alla clientela.
Nasce così, all’interno dell’Azienda, la falegnameria per la costruzione dei mobili e delle parti in legno della cucina; il legno utilizzato è, naturalmente, soprattutto il castagno “originale” dell’Etna.

Nel 2010 ARTESOLE si trasforma in SAS ed entra a far parte della società, oltre a Giuseppe Sorbello e Gianvito Sorbello, Michele Maugeri, anche lui diplomato all’istituto d’arte ed esperto arredatore. Si costituisce contemporaneamente il settore taglio e lavorazione della pietra lavica che si affianca al settore decorazione e falegnameria.

Michele Maugeri si occupa del settore progettazione e preventivi delle cucine, affiancato da un nuovo collaboratore, ed è responsabile anche del settore falegnameria e rapporti con la clientela. Il figlio Gianvito è il responsabile del settore smaltatura e lavorazione della pietra lavica.
Ultimamente collabora con l’azienda la figlia Chiara, che si occupa di un innovativo settore riguardante la produzione di piastrelle in pietra lavica serigrafate per rivestimenti interni e pavimenti. Le nuove collezioni sono destinate ad una clientela di nicchia, soprattutto estera, rivenditori di prodotti in ceramica di lusso, designer e architetti.

Le maestranze nell’azienda sono una ventina, tra interni ed esterni, di cui cinque donne che si occupano della decorazione. Il mondo dell’arte non può crescere senza la presenza delle donne ed oggi, come all’inizio dell’esperienza, il loro contributo nell’azienda è determinante. Alcune di loro collaborano con l’azienda da circa vent’anni; sono praticamente cresciute in azienda e nel frattempo sono diventate mamme. Vere e proprie maestre d’arte, possiedono la grande capacità di coniugare la tradizione con l’innovazione: non sono semplici impiegate, ma un inestimabile valore aggiunto. Ultimamente, in relazione alle loro esigenze di mamme, si sta pensando di approntare, all’interno dell’azienda, uno spazio ludico riservato ai bimbi, dove le mamme possano accudire e stare vicini ai loro piccoli, senza escludere la possibilità di attivare una piccola ludoteca con operatori addetti all’infanzia.
Il lungo sodalizio tra dirigenza e maestranze ha permesso all’azienda di superare questo difficilissimo lungo periodo di crisi senza contraccolpi devastanti e permette oggi di guardare con più fiducia verso il mercato estero.

Oggi l’azienda si sviluppa su circa 2000 mq. di superfice coperta e comprende : showroom – interno, esposizione esterna, ufficio progettazione e contatti con il pubblico, falegnameria, taglio e lavorazione pietra lavica, smaltatura, forni, decorazione, serigrafia.
Per essere sempre presente sul territorio l’azienda affitta degli spazi espositivi presso i vari centri commerciali della zona così da mantenere una presenza sempre costante nel territorio. Per quanto riguarda la visibilità su Internet l’azienda ha due siti:
www.artesole.it, dove sono presenti i prodotti tradizionali e le cucine; e www.artesole.net, dove sono presenti i prodotti innovativi: piastrelle per rivestimenti e pavimenti. I due siti sono disponibili in lingua inglese e lingua russa.


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Il maestro Giuseppe Sorbello
Nel vecchio laboratorio con il figlio Gianvito
All’inizio della sperimentazione della pietra lavica maiolicata anni 80.

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Il maestro Giuseppe Sorbello
Nel  vecchio laboratorio.
Alle prese con i primi studi sulla sperimentazione della pietra lavica maiolicata.

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Il maestro Giuseppe Sorbello
Con le prime prove sulla sagomatura della pietra lavica .
Anni 80

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Una delle prime prove di ceramizzazione della pietra lavica.
Anni 80

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Vecchio Laboratorio Anni '90.
Lavorazione Taglio Pietra Lavica 

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La nuova fabbrica ARTESOLE
A Macchia di Giarre 2010

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I collaboratori della fabbrica ARTESOLE

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Il gruppo dirigente ARTESOLE

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Il maestro Giuseppe Sorbello



IL PERCORSO STORICO – ARTISTICO
del maestro  Giuseppe Sorbello:

 Il verde è il colore congeniale alla pittura lombarda e Giuseppe Sorbello è il pittore dei verdi. Non si tratta di una facile formula, d’una sigla provvisoria, bensì d’una constatazione tanto più valida in quanto l’artista giarrese si fa anche poeta dei verdi. Questo artista ha saputo esprimere al meglio la melanconia di un paesaggio solitario, la vita segreta di un mazzo di fiori. Nelle sue pitture quello che sorprende anzitutto è la straordinaria freschezza, la gioia luminosa, raggiante dei suoi colori…>>.
(Catalogo Nazionale)
PITTORI E SCULTORI SICILIANI DEL 900
di Giorgio Falossi
Acquerello del Maestro Giuseppe Sorbello rappresentante fiori

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MOSTRA DI PITTURA - ARTI FIGURATIVE in Brianza.
Giuseppe Sorbello ha esposto alla taverna degli artisti (Carate Brianza MI).

Dal 10 al 25 marzo 1973  si è tenuta a Costa Lambro, alla Taverna degli Artisti la personale di Giuseppe Sorbello, nato a Giarre (Catania) il 2 dicembre 1951, dove ha frequentato l’Istituto d’ Arte conseguendovi l’ abilitazione per l’insegnamento del Disegno.
In  questo modo lo ha presentato Gaetano Proietto.
<IL SEGNO DI GIUSEPPE SORBELLO ( Artista  Siciliano)

Come è possibile definire l’operato di questo giovane pittore.  Io lo definirei “il segno”; un segno colorato, preciso, quasi meccanico con il quale protesta contro una società disumanizzata. Un pittore di questa generazione, come Sorbello, subisce lo shock dei primi contatti con la realtà di uomo che deve affrontare la vita, sente  il bisogno di cambiare la società in cui vive: il lavoro a catena nelle fabbriche, la mancanza di verde nelle città e la jungla d’asfalto lo disorientano in modo tale da farlo gridare allo scandalo.
In qualità di pittore di un’altra generazione e di tendenza assolutamente diversa, forse non sono la persona adatta a presentare la prima personale di un giovane pittore di Carate Brianza; ci voleva probabilmente un critico alla moda, con parolone nuove, con una analisi critica per ogni quadro, cosa che io non posso fare.
I quadri esposti in questa sua prima personale, alla “Taverna degli Artisti”, malgrado la tematica, risultano piacevoli, armoniosi; alcuni si adatterebbero benissimo per disegni e colori di tessuti.
La precisione del segno, l’accostamento dei colori, la perfetta prospettiva, dimostrano che Giuseppe Sorbello sa usare i mezzi per la grafica ed anche la pittura, pur avendo bisogno di tempo per maturare le concezioni stilistiche.

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Giuseppe Sorbello
Ha partecipato a numerosi concorsi per invito a carattere nazionale, vincendo diversi premi tra i quali:

 1966 – Gara Regionale di pittura di Macchia di Giarre (CT)
1967 – Mostra nell’Istituto d’Arte di Giarre (CT)
1967 – Gara di pittura “Notte di Natale” Acireale 
 Conseguito il 3° premio
1968 – Gara di pittura “Giochi della Gioventù” Catania
Conseguito il 3° premio e medaglia
1971 – Gara Regionale di pittura “Tavolozza d’oro” Messina
Conseguito il 2° premio
1971 – Gara Nazionale di pittura “Città di Acitrezza” Diploma di  riconoscimento
1972 – Mostra  Nazionale di pittura Castellaneta (Taranto)
Diploma di segnalazione

Inoltre è stato pubblicato un quadro nella rivista d’Arte “Nuovi Artisti Italiani” Casa editrice – Torino

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MOSTRA MONOTEMATICA
“Colori di mare”
di GIUSEPPE SORBELLO

Giuseppe Sorbello è un artista figlio della nostra terra dalla quale trae forza di ispirazione per dare ai suoi acquerelli quelle tinte forti e decise, poetiche e oniriche, che sono espressione di sicilianità si, ma anche giovane desiderio di cantare con il pennello il mare, la terra ed il fuoco di una Sicilia tradizionalmente colta ed aperta al rinnovamento che è anche rispetto della tradizionalità.
L’artista che presentiamo è nato a Giarre dove ha anche studiato fino alla maturità artistica ed alla abilitazione all’insegnamento.
Trasferitosi a Milano ha perfezionato la tecnica dell’acquarello a lui congeniale seguendo i Maestri Milanesi dai quali ha tratto prezioso insegnamento tecnico.
Ritornato alla Sua terra continua la attività artistica prediligendo la paesaggistica dove trasferisce emozioni di colore in opere vive di grande respiro e poesia che danno della Sicilia l’immagine più autentica.
L’artista Giarrese ha partecipato a numerose collettive riscuotendo consensi di critica, di pubblico e ufficiali riconoscimenti.
Questa Sua “Mostra Monotematica” vuole essere un omaggio al mare ed ai suoi Capitani Coraggiosi.

Dr. Angelo Rito Sciacca
PRESIDENTE PRO LOCO
RIPOSTO

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Settembre 1988
SAGRA DEL MARE - PREMIO CAPITANI CORAGGIOSI
RIPOSTO
UN PROFONDO MESSAGGIO LIRICO NEGLI ACQUARELLI DI SORBELLO

I paesaggi del <maestro Giuseppe Sorbello> hanno qualcosa di arcano nella loro policromia: mare, vele, barche sono “cose” vive fatte di una natura intensa.

Durante la manifestazione della Sagra del Mare 1988, sotto i portici del Palazzo di Città di Riposto, è stato possibile ammirare la mostra monotematica di acquarelli di Giuseppe Sorbello: <<Colori del mare>>, nella suggestiva scenografia di elementi che richiamano il mare e alcune tradizioni della vita della città di riposto, allestita dalla prof.ssa Concetta Interdonato. Tutte le opere, alle quali il pittore Giarrese aveva lavorato espressamente da tempo, riproducevano, con eccezionale bravura, i luoghi attuali e più significativi di Riposto e altri ormai scomparsi ricostruiti per mezzo di fotografie o descrizioni di persone anziane. Giuseppe Sorbello, originario di Giarre, ha operato per oltre 15 anni in Brianza, dove si è specializzato nella tecnica dell’acquarello, seguendo gli insegnamenti dei grandi maestri lombardi. Egli si definisce un acquarellista applicando la tecnica acquisita e portata a perfezione dopo aver posseduto e maturato quella della pittura ad olio. Egli preferisce questo stile perché lavorare a un quadro diventa una scommessa con se stesso per le difficoltà insite a tale tecnica. Infatti Giuseppe Sorbello  artista e  pittore catanese e siciliano (stavo quasi per scrivere il poeta, perché i suoi paesaggi sono anche poesia) deve possedere una particolare bravura e sicurezza di se perché, una volta dato il colore a velatura è impossibile apportare correzioni. Inoltre l’acquarello si presenta più sfumato, più fresco, più istantaneo e più morbido. E, nel caso delle opere di Giuseppe Sorbello, il risultato finale è una vibrante policromia lirica, che trasfigura e nello stesso tempo trascende la realtà. I suoi temi preferiti sono i paesaggi. E da quello dell’amata e adottiva Brianza, dalle varie tonalità del verde, è passato a quello altrettanto multicolore del nostro mare e del nostro cielo, nelle sue svariate e mobili sfumature cromatiche, nonché a quello più cupo del nostro Vulcano Etna. Ricordiamo che Giuseppe Sorbello eccellente artigiano ed artista Giarrese ha alle spalle una brillante carriera artistica perché al Nord ha partecipato a diverse mostre collettive e a molti concorsi di pittura a livello nazionale. Inoltre ha allestito mostre personali e ha ottenuto diversi riconoscimenti e consensi critici.

La mostra dei giorni scorsi, voluta dalla Pro-Loco di Riposto e dal suo presidente dott. Angelo Rito Sciacca, è la prima nella sua terra natale dopo il suo rientro dalla Lombardia. Essa ha riportato numerosi consensi e l’ammirazione di un folto pubblico di visitatori e di critici. Oltre la metà delle opere esposte sono state acquistate da amatori e collezionisti di opere d’arte.
Attualmente il pittore vive e opera a Macchia di Giarre e ha in programma altre mostre di imminente allestimento e la partecipazione ad altri concorsi artistici. Ricordiamo quanto di lui ha scritto G. Proietto su <<Il volto di Carate>>, non molto tempo fa. <<Fondamento della sua arte di dipingere ad acquarello è l’assonia che consiste nel fatto che i corpi non possono venire inquadrati da linee ma rappresentati essenzialmente da superfici di colore. Da ciò nasce l’idealizzazione, una certa astrazione a rappresentare gli oggetti: a dar vita insomma ad una ricerca essenzialmente emotiva condotta dal famoso artista e artigiano giarrese >>.

Raffigura lo spazio acquoso percosso da vibrazioni, da tensioni, da dissolvenze temporali graduate, che facevano i grandi veduisti veneti del ‘700. Poi concentra la sua attenzione sull’oggetto della ricerca articolandone la rappresentazione con tagli prospettici in diagonale e in profondità.
Gli alberi dei velieri che si alzano al cielo, sembrano esseri umani imploranti, aggrappati disperatamente ai battelli o agli antichi pescherecci. Anche le terre più lontane hanno una loro grandiosa ricerca di luce che fuoriesce da albero ad albero. 

Giuseppe Sorbello è sempre proteso a realizzare un inafferrabile stato (…) egli non è mai soddisfatto di sé e ricerca la comunione con l’assoluto. Ed ecco davanti a noi una meditata pinacoteca di acquarelli da osservare silenziosamente>> per poter cogliere il profondo messaggio lirico.

SALVATORE  STATELLO

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Negli acquarelli i colori del mare

Pieni consensi e attento interesse di pubblico e di critica ha destato la Mostra personale di pittura dell’artista giarrese Giuseppe Sorbello che ha avuto luogo sabato 10 e domenica 11 settembre 1988, sotto i portici del municipio di Riposto, in uno scenario suggestivo ed accogliente, che aveva come fondo botti, nasse, coffe, piante e, come elemento di base, una sinuosa rete da pesca che avvolgeva ed incorniciava il tutto creando una calda, piacevole atmosfera da salotto. La mostra monotematica “Colori del mare”, proponeva una quindicina di quadri ad acquarello, messi in risalto da particolari effetti di luce.

Giuseppe Sorbello, che ha perfezionato, con attenta serietà, la sua tecnica dell’acquarello a Milano, vive ed opera a Giarre, ed ha raggiunto il suo pieno equilibrio artistico maturando una dimensione coloristica veramente eccezionale. Dall’azzurro al rosa, dal verde all’arancione si scivola su una armoniosa altalena di morbidi, sognati colori che accarezzano, rilassano, fanno “vagar nel nulla eterno”. Giuseppe Sorbello è un artista Siciliano di eccezionale talento, ama la sua arte, ci crede fermamente e dà tutto se stesso nel momento in cui si esprime.
Il suo colore è vero, reale, vivido, sembra palpitare ed espandersi: esprime, infatti una perfetta coniugazione tra tecnica e poesia. Il movimento degli elementi emana una forza magnetica che dà una strana sensazione di immagini sempre nuove e diverse e di vivide sollecitazioni emozionali.
Il suo messaggio è pieno di energie, di calore, di fede, è positivo, sereno: si fa mare, barca, roccia,chiesa trasferendo l’essere più profondo e la vitalità più vibrante che contiene ogni elemento plasmato con amore, con gioia e tanta umanità.

Concetta Interdonato

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GLI ACQUARELLI DI GIUSEPPE SORBELLO

Giuseppe Sorbello (importante artista giarrese) esprime con colori delicati la festa della natura e la gioia di vivere. C’è un rapporto vivo tra i suoi acquerelli e il paesaggio. I lavori appaiono tutti aderenti ad un naturalismo immediato e tuttavia tesi a ricreare una bellezza, quale è percepita dall’animo.
Gli elementi della natura vengono allora immaginati attraverso gli effetti luminosi e sognanti del colore. La ricerca di quest’arte si muove attraverso tinte sfumate e nella prevalenza del verde.

Nota Giorgio Falassi in “Pittori e scultori del 900”: <<il verde è colore congeniale alla pittura lombarda e Giuseppe  Sorbello è pittore dei verdi. Non si tratta di una facile formula, d’una sigla provvisoria, bensì d’una constatazione tanto più valida in quanto l’artista giarrese si fa anche poeta dei verdi>>.

Qua il critico nota non solo un dato stilistico, ma dà anche la chiave dei lettura di un gusto e di una intuizione: infatti l’esperienza stessa della vita dell’artista si è svolta parte tra Milano e nella zona della Brianza, parte nell’ambiente natale di Giarre e della zona Jonico – Etnea. L’intuizione artistica ha saldato queste due esperienze di vita senza soluzione di continuità, evocando una bellezza che è volontà di comporre le difficoltà dell’esistenza in una scelta di valori positivi che per l’uomo sono anche rifugio. Il tema della casa e della vita sembra presente in maniera preponderante nell’arte deli’artista Sorbello: la casa è questa nostra, quella delle nostre zone e vi appare ritratta in una bellezza che parla del passato in cui è stata costruita e che si volge nello stesso tempo all’uomo contemporaneo come richiamo a valori originali che non vanno persi.

La sensibilità di questo pittore giarrese spesso ricerca i luoghi concreti della vita, come nelle nostre due monotematiche “Colori del mare” realizzate sotto i portici del municipio , nel settembre 1988 e nel settembre 1989 a Riposto, in occasione del premio “Capitani Coraggiosi”, quella estemporanea di Miscarello di Giarre nell’ottobre ’89 sul tema :”attrezzi per la vendemmia”, dove il Nostro pittore ha riportato il primo premio assoluto.

C’è in Giuseppe Sorbello il desiderio di salvare attraverso la suggestione della bellezza, quanto l’incuria rischia di distruggere nelle nostre zone. Così è stato a Miscarello, dove ha riprodotto i vecchi attrezzi in via di estinzione della nostra campagna etnea: così è ora che riproduce in pittura con aggiunte personali e creative, i soggetti paesaggistici delle foto d’arte della Prof.ssa Concetta Interdonato, con la quale condivide da tempo la ricerca problematica e la proposta estetica della salvaguardia del patrimonio artistico nella nostra zona giarrese.

Il tema della vita viene sviluppato dal Nostro artista attraverso l’intuizione dell’albero, frondoso e bellissimo nei vari toni del verde, ben piantato nella terra con un tronco che sembra resistere alle intemperie dell’esistere.

Bellissime le rappresentazioni del “Castagno dei cento cavalli” , soprattutto quello che mette in primo piano la fantasmagoria dolcissima delle foglie. C’è un tocco leggero che raccoglie le creature della natura e della fatica umana, quasi in una lode francescana che ringrazia del tono della vita, della gioia, dell’amore domestico.

Rosa Gangemi

RIPOSTO – MOSTRA D’ARTE ALLA SAGRA DEL MARE

Due autori e una immagine
I professori Giuseppe Sorbello e Vincenzo Ferrara poeti dei colori del mare

Ha avuto luogo domenica scorsa, sotto i portici del Palazzo di Città di Riposto, nell’ambito della manifestazione della “Sagra del Mare”, organizzata dalla Pro-Loco di Riposto, in una suggestiva scenografia di giochi di luci e di colori, l’inaugurazione della mostra di pittura: Due Artisti e Una Immagine: Il Mare, alla presenza dell’on. Nino Caragliano, del presidente della Pro-Loco, dott. Salvatore Barbagallo e signora e del dott. Angelo Rito Sciacca. 

I due autori, pittori molto affermati, sono i professori Giuseppe Sorbello  e Vincenzo Ferrara.
Giuseppe Sorbello, nato a Macchia di Giarre  ed ivi residente ed operante, non è nuovo a questa esperienza. Anzi è stato il primo, lo scorso anno, a presentare i suoi splendidi acquarelli nella medesima Festa del Mare, edizione 1988.

Le sue opere, cariche di liricità, quest’anno si sono arricchiti con la presenza di alcuni oli. Questa tecnica, la cui presenza è già stata indispensabile al nostro importante artista giarrese per potersi cimentare nell’acquarello ( con le sue velature e con i suoi colori morbidi e delicati), costituisce un ritorno, non una regressione, affinchè  l’artista continui a scommettere su se stesso, sulla sua opera e sulle sue capacità: rompere la monotonia tecnico-creativa per essere più completo.

Nell’ acquarello, tecnica portata a perfezione durante il lungo soggiorno del nostro pittore in Brianza,alla scuola dei grandi maestri Milanesi, con i tenui colori, espressione di intense emozioni poetiche, l’artista crea nella propria fantasia il quadro prima di realizzarlo. Colori, velature e sfumature devono essere già immaginate e l’opera deve essere presente nella mente dell’artista. Un colpo di pennello fuori luogo, significa la rovina dell’opera. L’olio, invece, cresce progressivamente. E’ possibile apportarvi variazioni e correzioni.

I quadri a olio di Giuseppe Sorbello danno un effetto particolare: gli oggetti emergono da strati informi e quelle barche sembrano salpare da un momento all’altro uscendo addirittura dalle tele.

Anche Vincenzo Ferrara è un maestro esperto nelle varie tecniche artistiche. Dopo una iniziale adesione al neorealismo post-bellico, a poco a poco si è sganciato dai cupi colori che rappresentavano la triste realtà degli anni 50 e ha riscoperto i chiari colori mediterranei con i suoi paesaggi solari. E il suo interesse si è spostato dall’impegno socio-politico a quello socio-ecologico, riscoprendo nello stesso tempo una parte di sé nascosta nelle segrete pieghe della sua psiche; la visione lirica della natura.
Anch’egli misura le proprie capacità con tecniche diverse, passando felicemente dall’ olio alla tempera, all’acquerello e alla grafica d’arte.

Nato a Catania, opera e risiede a Giarre, ed è sempre a contatto con i suoi paesaggi marini. Prima di dedicarsi definitivamente alla pittura, dopo il diploma alla scuola del Brini, aveva lavorato alla grafica pubblicitaria. Legato al suo ambiente Ferrara fa emergere incantevoli volumi plastici dai suoi padri, con il magico e sapiente gioco di colori e di lontane prospettive.  Sono quasi sempre <marine> che esprimono il mondo dei pescatori poeticamente sentito. E quando si discosta dalla sua nuova terra di adozione, rappresenta sempre luoghi insulari ad essa somiglianti: luminosi paesaggi mediterranei. Ma Ferrara non disdegna la ritrattistica . Allora abbiamo sotto i nostri occhi volti di bimbi innocenti, avviati anzitempo al duro lavoro dei campi, oppure uomini adusi alle pesanti fatiche del mare.

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MOSTRA DI PITTURA A RIPOSTO NEL 1989 A CURA DEL DOTT. ANGELO RITO SCIACCA

Tra gli angoli culturali di questa edizione 1989 del Premio Internazionale “Capitani Coraggiosi” un posto rilevante lo occupa questa rassegna di artisti che dal mare hanno tratto ispirazione per offrire al pubblico opere che sono come poesie.
Giuseppe Sorbello, non nuovo a questa esperienza, è riuscito benissimo ad interpretare una partitura assai vivace che rivela la versatilità dell’artista. Oli ed acquerelli che sembrano nature in movimento sublimate da luci che per certi versi amplificano ed esasperano quella che è la realtà materica.

Le opere di Giuseppe Sorbello eccellente artista siciliano, sono frammenti poetici che al di là dei formalismi degli spaccati paesaggistici, rivelano una intensa carica interiore. Con le opere di questo artista il paesaggio diventa abitabile, il colore immediata comunicazione emozionale per immagini esaltanti.

I colori armoniosi e la tecnica matura consentono a Vincenzo Ferrara di sbrigliare tutta la sua ispirazione regalando, senza troppa fatica, immagini che sono collage di realtà e sogno, di superfici incontaminate e dialettica poetica.

Così, attraverso spessori evanescenti, la materia si trasforma in luce e la luce in colore; il paesaggio si sfuma tra il cielo ed il mare liberato da assoluti rigorismi scenografici.

ANGELO RITO SCIACCA

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Mostra a Riposto 1989

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Mostra Personale a Giarre 1990

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1° Premio - Concorso estemporanea di pittura – Giarre 1989 - 

ALCUNI DIPLOMI DEL MAESTRO SORBELLO

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Premio Livatino 2010

ALCUNI QUADRI DEL MAESTRO SORBELLO

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Acquerello  “case”

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Acquerello “fiori”

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Acquerello “ Chiesa Fondachello”

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Acquerello “Natura morta”

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Acquerello “Vecchia Riposto”

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Pittura su ceramica “Castagno cento cavalli”

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Acquerello “Castagno cento cavalli”

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Acquerello “Giardini Naxos”

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Olio su tela “Riposto vecchio porto”

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“Acquerello” Torre Archirafi

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Olio su tela “Arance” 

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 Dipinto su pietra lavica “Cane con selvaggina”  

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 Olio su tela " Lepre "

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 Olio su tela " Natura Morta "

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